La devitalizzazione è una cura che prevede la rimozione della parte vitale del dente (nervo ma non solo); si esegue in anestesia locale e consiste di tre fasi che sono la rimozione meccanica del tessuto vitale, la disinfezione chimica dei canali radicolari ed il loro completo riempimento (sigillo tridimensionale) con un materiale termoplastico e cemento.

Il buon esito della devitalizzazione si verifica facilmente con una piccola radiografia che ci permette di valutare il completo e corretto riempimento del sistema canalare delle radici.

Se tutte le fasi sopra descritte sono state ben effettuate il materiale usato dal dentista (che in radiografia appare bianco su uno sfondo grigio-nero) occupa bene l’interno del canale radicolare e l’osso intorno non risulta danneggiato.

In caso contrario, come può verificarsi in vecchie devitalizzazioni, si possono vedere intorno alla punta della radice mal sigillata i segni di una infezione che appare come un alone più scuro (granuloma); il dente in questione può risultare sensibile alla masticazione, fare male o anche non dare disturbi.

In questo caso è necessario riaccedere al sistema canalare delle radici per rimuovere il materiale presente (in genere senza anestesia perché comunque il nervo è già stato rimosso), sagomare correttamente i canali, disinfettarli e sigillarli nel modo opportuno e con il materiale adeguato.

Una rivalutazione radiografica a distanza potrà dimostrare il buon esito della terapia perché  l’alone scuro (infezione)  intorno alla punta della radice tende a ridursi nel tempo fino a scomparire per deposizione di nuovo osso (guarigione).


Comments are closed.